Bosconero

Sforniói di Mezzo 2425

agosto 2004

In una giornata di agosto non è facile trovare parcheggio al Passo Cibiana. La folla è degna di San Martino di Castrozza o Madonna di Campiglio. Si costruisce intensivamente. I potenti tralicci alludono i nuovi tempi ma non si sa come saranno. Resta poco di un passo alpino intimo di dieci anni fa.

La potenza attrattiva del Museo nelle Nuvole è così forte che quasi nessuno non può resisterle. Pochi eretici le tornano la spalla, eppure con rimorso di coscienza che non fanno bene, andandosene al lato opposto verso Bosconero. Verso la Forcella de le Ciavazòle soltanto quattro, due per la Forcella dei due Gendarmi e ancora due con bastoncini per Viaz del Fonch.

Basta allontarsi pochi minuti dal Passo, lasciare la stradina sterrata, trovarsi nel bosco verde sul sentiero naturale e l'umore si cambia. L'ambiente è idillico. Particolarmente se facciamo una piccola digressione ai Piani d'Angiàs dalla bellezza favolosa.

Il sorgente sotto la Forcella de le Ciavazòle è completamente diseccato, non c'è una goccia, neppure nel letto sottostante. Sulla Forcella detta (1994 m) lasciamo sentiero segnato che cade bruscamente nella Valle di Bosconero. Ne prendiamo un altro, non segnato che ci guida a sinistra sul versante di Cibiana tra mughi in lieve salita. Poi per fianco ripido e aperto ma facile. Gli ometti sono più per la decorazione della necessità. Arriviamo alla cresta Nord-Ovest di Sfornioi Nord e in breve al Croce, la quota 2275. (0.30h dalla Forcella)

Fin qui una bella escursione per la tutta famiglia anche con cane. E con un granino di avventura. Tranne non siamo su una cima indipendente ma su un piano della cresta, la vista è splendida. Potremmo per ore intere contemplare l'ambiente, il gioco delle nuvole e sole, guardare una cortina di pioggia come avanza oltre il Passo Cibiana alla sua via dal Val di Zoldo al Val del Boite ... Forse una coppia di camosci ci acompagnerà brevemente, guardandoci curiosamente senza paura. Se fossimo giovani e pieni d'energia per tutto questo miracolo sarebbe 5 minuti troppo.

La continuazione alla Forcella dei due Gendarmi non è più così semplice ma anche non è difficile. Per il sentiero sempre sul versante di Cibiana o in brevi momenti sulla cresta contorniamo Sfornioi Nord fino alla Forcella dei due Gendarmi che lo separa dal Sfornioi di Mezzo (0.30 ore dal Croce).

Dunque dal Croce prima per la larga cresta, poi evitiamo a sinistra le sue prime scale. Dopo aver passati sotto il suo torrione sembra che il sentiero si perde nella larga banca inclinata. Si deve ancora ritornare alla cresta per pendio roccioso di ventina metri. A zig zag con primo grado o direttamente poco più difficile (1°+). Nel ritorno, nella discesa si sente il profondo. Presenta unica difficoltà sulla via, una sfida per escursionisti principianti avanzati a cui sono queste notizie dettagliate primariamente dedicate. Dal terrazzamento di cresta il sentiero ci guida ancora a sinistra per le cenge sotto il castello finale di Sfornioi Nord.

2) Il macigno che luccica al sole e con suo bordo destro tocca lo spigolo destro del Sfornioi di Mezzo è il fungo. "Qui, in corrispondenza delle prime roccette che s'incontrano salendo, vi è un caratteristico roccione (posto a destra chi sale) il quale, visto da sopra, ha la sommità a piano inclinato, mentre merita similitudine e appellativo di Fônch (fungo) visto da sotto."[asPDZ,239]

3) Torre di Campestrin, Forcella Piccola e nel centro Sfornioi Nord. Si vede il terrazzo quasi orizzontale della cresta tra la Cima e il torrione a destra. Ancora a destra dopo una forcellina e qualche dentino, la cresta ancora sembra poco inclinata. Al termine destro dove la cresta comincia discendere continuamente e più pronunziato sarebbe il Croce.

Per la prima volta veniamo alla forcella dei due Gendarmi (o dei Pupe) forse per salire Sfornioi Nord. Ma ci attira molto più un'altra cima oltre la forcella. Non conosciamo magari il suo nome. Sentiamo come ci chiama. Ma non osiamo seguire il cuore, fare pochi passi che ci separano e senza qualsiasi referenza cercare la nostra via alla cima sconosciuta.

Molti anni dopo siamo ancora sulla Forcella, questa volta incoraggiati con itinerario "210a) da Nord-Ovest, per la Forcella dei due Gendarmi (via normale). Lothar Patera, 28 agosto 1900 Difficoltà: I, l'ultimo tratto II."[asPDZ,272].

La via normale a Sfornioi di Mezzo è una bella scalata di due lunghezze tra primo e secondo grado di difficoltà continua. Ci pare che siamo talvolta con un passo nel secondo grado ma non ne siamo tutto certi. La corda non è obbligatoria (meglio dire necessaria), almeno non per il primo in una cordata ipotetica. Sul fine della tutta lunghezza sono predisposti cordini per eventuale autoassicurazione o corda doppia per la discesa ma sembra che per la discesa sia meglio affidarsi a sè di ai cordini.
La roccia è abbastanza bona, particolare nella seconda lunghezza. L'arrampicata è divertente. Forse eppure in qualche momento brevissimo con un pensiero inquietante alla mente.

1) La Forcella dei due Gendarmi o dei Pupe o magari dei tre Pupe se riuscite a persuadere la vostra pupa che viene qui. Ancora a destra la quinta di Sfornioi Nord.

2) Dalla Forcella "dapprima per una bella cengia, coperta da una volta, si gira uno spigolo; raggiunto un secondo spigolo"[asPDZ,273]
Vista retrò dal secondo spigolo dov'è il inizio della scalata propria, alla bella cengia percorsa.

Il inizio della scalata. Per la parete saliamo con difficoltà massima di 1° grado superiore fino alla cengia sovrastata dai strapiombi. Usciamo vicino al suo termine destro e seguendo la cengia arriviamo in breve al zoccolo del camino. Poco oltre si vede il balcone.

Il camino quasi verticale, ventina di metri alto che ci guida al filo di cresta, è marcato con una finestra vicino la cresta. Un ometto sui suoi piedi suggerisce che siamo sulla via giusta. Primi metri sono veramente difficili. Affrontare il camino al esterno richiede più che possiamo offrire. E anche è un po' esposto. Forse ci incoraggeremmo quando non dovremmo ridiscendere per la stessa via. Poi proviamo dal interno tra masso incastrato e parete del camino. Ma il foro è troppo stretto e già il solo pensiero che ci possiamo incastrare basta per abbandonare questa possibilità. Che non esagereremmo con gradi di difficoltà, lasceremmo valutazione di questo posto a un alpinista in pratica con terzo grado.

Prima il ritorno continuiamo disperati ancora pochi passi per la cengia alla sua sporgenza, a mo' un piccolo balcone. Bella vista nel profondo, anche su verso la vetta irraggiungibile. Adesso siamo abbastanza disposti dalla parete che possiamo notare poco a sinistra del camino un gradino invitante. Non è chiaro come rientrare nel camino ma non abbiamo niente da perdere. Dopo circa cinque metri di 1° grado superiore ritorniamo facilmente nel camino sopra il masso incastrato. Là ci aspetta un ometto caratteristico costruito di molti sassolini e con una pazienza evidente. Un ometto parecchio come che sia fatto a stessa mano, si trova anche nella prima lunghezza. Adesso su per il camino alla sua finestra, per buono gradino a destra usciamo sulla cresta.

Il camino verso giù. La nebbia offusca il profondo e potremmo ingannarci che la foto sia fatta verso su.
Siamo sulla cresta, nella prossimità della vetta giusto in cima al camino. Ci pare che vediamo il masso incastrato, la possibilità di uscire a destra sulla cengia, ancora poco più alla sua destra il balcone e tutto nel sfondo un triangolo macchiato con verde dove al suo bordo con la parete è il inizio della prima lunghezza.

Poi per la cresta facilmente (un posto esposto di primo grado) sulla cima vicina.
Se siete indecisi a salire Sfornioi di Mezzo, provate prima Sfornioi Nord. Se non inganna un ricordo lontano la breve salita è di primo grado discontinuo. Primi metri esposti sìano magari evitabili e una piccola prova verso la vetta non sia un ostacolo serioso. Se vi era difficile, sarebbe meglio lasciare Sfornioi di Mezzo per un'altra volta.

Viaz del Fonch

"Il punto di calata dalla cresta, verso le cenge della parete Sud-Ovest è circa 50 metri oltre (in senso di salita) il roccione del Fônch"[asPDZ,239]

Discendiamo per fianco ripido e selvaggio con posti non banali di primo grado e uno di buoni tre metri di secondo. Ci sono poche tracce e bisogna fare attenzione che non cominciamo traversare troppo presto per qualche cengia ingannata. In questo caso potremmo arrivare al cordino predisposto con un moschettone blu sopra un camino aperto (e conseguente spiacevole esposto) a destra verso vale. Se siete con qualcuno caro a cui questa discesa è difficile e dovete camminare troppo lente curandovi del suo ogni passo potete facilmente sbagliare la via e questo moschettone è un segno convincente per ritorno. O è eppure troppo ambizioso, Sfornioi di Mezzo e Viaz del Fonch nella stessa giornata.

3) Si vede la nicchia nello spigolo, anche marcata col pietrone tra mughi. Il pietrone si trova nel centro della foto facendo illusione che tocca Forcella dantre Sfornioi retrostante.

Sulla foto prossima 4) è giusto al suo bordo sinistro (della foto). Oltre il pietrone la cengia si interrompe. Veniamo subito sopra un camino attrezzato con cordino e un moschettone. Il camino non è facile e anche è lateralmente esposto. Forse è meglio prima il pietrone discendere per il pendio di sfasciumi e erba fino alla forcellina individuabile nell'angolo destro basso della prima foto 1). Ci sono ometti là, ma peccato in quello momento per noi erano invisibili.

Foto Collana

Bibliografia: asPDZ

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