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Molti anni dopo siamo ancora sulla Forcella, questa volta incoraggiati con itinerario "210a) da Nord-Ovest, per la Forcella dei due Gendarmi (via normale). Lothar Patera, 28 agosto 1900 Difficoltà: I, l'ultimo tratto II."[asPDZ,272]. La via normale a Sfornioi di Mezzo è una bella scalata di due lunghezze tra primo e secondo grado di
difficoltà continua. Ci pare che siamo talvolta con un passo nel secondo grado ma non ne siamo tutto
certi. La corda non è obbligatoria (meglio dire necessaria), almeno non per il primo in una cordata
ipotetica. Sul fine della tutta lunghezza sono predisposti cordini per eventuale autoassicurazione o
corda doppia per la discesa ma sembra che per la discesa sia meglio affidarsi a sè di ai cordini.
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Il camino quasi verticale, ventina di metri alto che ci guida al filo di cresta, è marcato con una finestra vicino la cresta. Un ometto sui suoi piedi suggerisce che siamo sulla via giusta. Primi metri sono veramente difficili. Affrontare il camino al esterno richiede più che possiamo offrire. E anche è un po' esposto. Forse ci incoraggeremmo quando non dovremmo ridiscendere per la stessa via. Poi proviamo dal interno tra masso incastrato e parete del camino. Ma il foro è troppo stretto e già il solo pensiero che ci possiamo incastrare basta per abbandonare questa possibilità. Che non esagereremmo con gradi di difficoltà, lasceremmo valutazione di questo posto a un alpinista in pratica con terzo grado. Prima il ritorno continuiamo disperati ancora pochi passi per la cengia alla sua sporgenza, a mo' un piccolo balcone. Bella vista nel profondo, anche su verso la vetta irraggiungibile. Adesso siamo abbastanza disposti dalla parete che possiamo notare poco a sinistra del camino un gradino invitante. Non è chiaro come rientrare nel camino ma non abbiamo niente da perdere. Dopo circa cinque metri di 1° grado superiore ritorniamo facilmente nel camino sopra il masso incastrato. Là ci aspetta un ometto caratteristico costruito di molti sassolini e con una pazienza evidente. Un ometto parecchio come che sia fatto a stessa mano, si trova anche nella prima lunghezza. Adesso su per il camino alla sua finestra, per buono gradino a destra usciamo sulla cresta. |
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Poi per la cresta facilmente (un posto esposto di primo grado) sulla cima vicina.
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Viaz del Fonch"Il punto di calata dalla cresta, verso le cenge della parete Sud-Ovest è circa 50 metri oltre (in senso di salita) il roccione del Fônch"[asPDZ,239] Discendiamo per fianco ripido e selvaggio con posti non banali di primo grado e uno di buoni tre metri di secondo. Ci sono poche tracce e bisogna fare attenzione che non cominciamo traversare troppo presto per qualche cengia ingannata. In questo caso potremmo arrivare al cordino predisposto con un moschettone blu sopra un camino aperto (e conseguente spiacevole esposto) a destra verso vale. Se siete con qualcuno caro a cui questa discesa è difficile e dovete camminare troppo lente curandovi del suo ogni passo potete facilmente sbagliare la via e questo moschettone è un segno convincente per ritorno. O è eppure troppo ambizioso, Sfornioi di Mezzo e Viaz del Fonch nella stessa giornata. |
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3) Si vede la nicchia nello spigolo, anche marcata col pietrone tra mughi. Il pietrone si trova nel centro della foto facendo illusione che tocca Forcella dantre Sfornioi retrostante. Sulla foto prossima 4) è giusto al suo bordo sinistro (della foto). Oltre il pietrone la cengia si interrompe. Veniamo subito sopra un camino attrezzato con cordino e un moschettone. Il camino non è facile e anche è lateralmente esposto. Forse è meglio prima il pietrone discendere per il pendio di sfasciumi e erba fino alla forcellina individuabile nell'angolo destro basso della prima foto 1). Ci sono ometti là, ma peccato in quello momento per noi erano invisibili. Bibliografia: asPDZ |