la salita
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Monte Turlon

Monte Turlón 2312

giugno 2009.

La guida viene scritta con ogni buona intenzione ma errori sono sempre possibili. Gli errori della nostra percezione soggettiva, di memorizzare e dopo qualche tempo riprodurre nell'espressione di una nuova lingua scritta ... Quindi utilizzate la guida con prudenza sotto la vostra responsabilità.

Siamo in una natura quasi intatta e isolata dalla civiltà. La rispettiamo. Non marchiamo la via con segni innaturali. Non lasciamo tracce della nostra presenza.

Se non vi piace questa premessa, vi preghiamo di non utilizzare la guida.

Monte Turlon
Pale Candele da Monte Ferrara
Monte Turlon
Monte Turlon da Monte Ferrara
Monte Turlon
Pale Candele (da Monte Ferrara una ventina di giorni dopo) con Val Piccola a sinistra e Val Grande a destra. Sul prato tutto a sinistra si trova la casera Bregolina Piccola. La valle a destra della Val Grande sale alla Sella del Turlón.
Monte Turlon
Siamo sul prato (della ex casera Fabbro?) sullo sperone che separa Val Grande e il Vallone che sale alla Sella del Turlón. Si vede il prossimo costone dove dobbiamo passare, nel posto (il più alto e il più a sinistra visibile nella foto) marcato con una fascia di neve.
Monte Turlon
Il Vallone che sale alla Sella del Turlón. Si deve traversare questo nevaio duro. Sul prossimo costone, nel centro, la selletta (con rari alberi e la fascia di neve) dove saliamo per entrare nel Faurés da Cimoláis.
Monte Turlon
Il Vallone (località Le Saline?) che sale alla Sella del Turlón. Sullo sfondo le Cime di Postegáe. L'ultima cima a sinistra potrebbe essere Torre Postegáe Sud.
Monte Turlon
Il Vallone (località Le Saline?) che sale alla Sella del Turlón.
Monte Turlon
Il Vallone (località Le Saline?) che sale alla Sella del Turlón. Adesso siamo presso il suo bordo destro (guardando verso l'alto). La selletta per il Faurés da Cimoláis è davanti di noi.
Monte Turlon
Salendo alla selletta per il Faurés da Cimoláis. In basso il Vallone per la Sella del Turlón che abbiamo traversato. Si vede anche bene il prato (dove era Casera Fabbro?), l'importante punto di orientamento in discesa per non abbassarsi troppo. Giusto per questo prato passa il sentiero segnato.
Monte Turlon
Sulla selletta per il Faurés da Cimoláis. Non bisogna salire più. Traversiamo questo nevaio ed entriamo nel Faurés da Cimoláis.
Monte Turlon
Faurés da Cimoláis con Monte Turlón. Tutto a destra è Punta della Ventola separata dalla forcella omonima dal monte principale. Traversiamo con pochi saliscendi fino alla valle che sale alla Forcella del Turlón.
Monte Turlon
Faurés da Cimoláis con Duranno, Cima dei Preti e Cima Laste. In meno di una ora queste cime saranno nelle nuvole.
Monte Turlon
Faurés da Cimoláis. Vista alla Bregolina Grande. Dietro (parte destra della foto) sono Cima Spe, Cadín degli Elmi, Cadín di Vedòrcia e quasi nascosto Cadín di Toro.
Monte Turlon
Faurés da Cimoláis. Traversiamo per nevai e prati fino al largo prato asciutto con un gruppetto di tre larici la cui ombra quasi tocca un campo di neve. Là contorniamo lo sperone roccioso soprastante ed entriamo nella valle che sale alla Forcella del Turlón.
Monte Turlon
Faurés da Cimoláis. L'ultimo nevaio prima del prato col gruppetto dei tre larici
Monte Turlon
La valle che sale alla Forcella del Turlón, nascosta dentro a sinistra. Passiamo a destra, al pendio prativo con qualche larice e mugo all'inizio. Saliamo per questo pendio diritto su, poi a destra per raggiungere la crestina erbosa che sale da destra (dalla cima a destra della foto) verso sinistra.
Monte Turlon
Passiamo al pendio prativo a destra del nevaio. In vista la Punta della Ventola con la forcella omonima alla sua sinistra.
Monte Turlon
Il pendio prativo col Monte Turlón soprastante. Già si intuisce la Forcella del Turlón.
Monte Turlon
Il pendio prativo della nostra salita. Poi deviamo a destra per raggiungere la crestina erbosa, adesso a mo' di una sella.
Monte Turlon
Forcella del Turlón con la sua guardiana (a mo' di mammella?) a sinistra. Per questa cima ritorneremo alla Sella del Turlón.
Monte Turlon
Siamo sulla crestina erbosa. Giusto al bordo sinistro della foto si vedono gli scalini naturali. Per questi saliamo allo zoccolo delle parete. Forse potremmo traversare ancora a destra e per il pendio a destra dei tre campi di neve salire alla cresta. Forse questa variante è descritta in [lvDOP].
Monte Turlon
Sulla crestina erbosa. Aggiriamo il salto roccioso (dalla forma triangolare, un po' giallo) a destra, uscendo alla cresta sopra la sua cima.
Ci pare che qualcuno ci osservi dalla cresta a sinistra.
Monte Turlon
La vista dalla crestina erbosa verso il Faurés da Cimoláis (a destra, il terrazzo inclinato con campi di neve).
Monte Turlon
Il costone laterale, prolungamento della nostra crestina erbosa, adesso prevalente roccioso.
Monte Turlon
Sulla cresta principale (NO) del Monte Turlón (o già proprio sulla sua cima). Vista verso Ovest.
Monte Turlon
Sulla cima. Verso Pale Candele. La Sella del Turlón è marcata con la lunga e stretta striscia di neve sulla sella
Monte Turlon
Sulla cima. Il gruppo di Vacalizza.
Monte Turlon
Sulla cima. Verso Val Settimana. Forse per questo pendio erboso arriveremmo alla cima seguendo l'itinerario [acDOII,409] per il prato Tamerut
Monte Turlon
Discendiamo per lo stesso costone della nostra salita
Monte Turlon
Adesso siamo già discesi sulla crestina erbosa
Monte Turlon
Monte Turlón dalla prima cima sopra la Forcella del Turlón.
Monte Turlon
La valle che sale da Sud-Est alla Forcella del Turlón.
Monte Turlon
Faurés da Cimoláis dalla cresta NE del Turlón.
Monte Turlon
La cresta NE del Turlón con Monte Turlón
Monte Turlon
La Sella del Turlón non è più lontana. Nello sfondo Pale Candele.
Monte Turlon
Sella del Turlón
Monte Turlon
Sella del Turlón e Monte Turlón.
Monte Turlon
Il Vallone che sale da N alla Sella del Turlón. Siamo poco sopra "il bivio" per la selletta per il Faurés da Cimoláis.

La salita

Sembra che il sentiero che sale dalla Bregolina Piccola alla Sella del Turlón e poi discende in Val Settimana, sia ufficialmente abbandonato. Nella nuova edizione della carta 021 - Dolomiti sinistra Piave della Tabacco, è segnato soltanto con puntini neri. Nella vecchia edizione, invece con puntini rossi e col numero 385. In realtà il sentiero è sufficientemente segnalato almeno fino alla Sella del Turlón (poi non sappiamo) con segni rossi e bianchi, ma il suo inizio (il suo innesto sul sentiero Bregolina Piccola - Bregolina Grande) non è marcato con un cartello indicatore. Il bivio è giusto sul bordo superiore di un pratino dove il sentiero principale che traversa quasi orizzontale dalla Casera Bregolina Piccola, bruscamente cambia direzione, discendendo decisivo verso valle. Questo posto è ben segnalato con evidente cura per prevenire un errore. Se così non fosse (o se siamo intenti nei nostri pensieri), provenendo dalla Casera Bregolina Piccola potremmo facilmente sbagliare la via, continuando a traversare verso Sella del Turlón, pensando di andare alla Casera Bregolina Grande. Forse c'inquieterebbe un po' non vedere più segnavia, ma dopo un centinaio di metri appaiono ancora.

Dal pratino traversiamo quasi orizzontalmente, passando oltre l'orlo inferiore della Val Grande fino al prato sullo sperone successivo, che separa la Val Grande dal Vallone che sale alla Sella del Turlón. Con fatica aggiriamo o scavalchiamo molti alberi caduti.

Man mano che la stagione avanza la vegetazione è tanto più rigogliosa, quasi tropicale. In agosto l'erbaccia è così alta e fitta che non vediamo dove mettiamo i piedi. Su qualche sasso disperso nell'erba possiamo notare la vipera che gode al sole. In una giornata di un lontano agosto nell'area di Bregolina Piccola abbiamo visto quattro vipere, una di esse magari alla cresta delle Pale Candele a circa 2200m altitudine. Forse il migliore periodo è l'inizio di stagione (giugno o forse maggio a seconda della stagione) quando i sentieri sono puliti dalle erbacce e gran parte della neve è sparito, o in autunno quando le prime gelate notturne tagliano l'erba. Il mese di giugno 2009 era particolare per gli abbondanti resti di neve e il suo freddo.

Dal prato (dove una volta sorgeva Casera Fabbro?) traversiamo il Vallone (in località Le Saline?) in moderata salita fino al suo bordo destro (guardando verso l'alto). Oltrepassiamo alcuni nevai, sorprendentemente duri per metà giugno e per l'ora (10h) della giornata. Il primo è abbastanza ripido e quindi la traversata non è divertente. Forse una piccozza non sarebbe là superflua.

Dal bordo destro del Vallone il sentiero per Sella del Turlón devia a sinistra. Invece, saliamo ripidamente, faticosamente, ma senza difficoltà allo sperone (o costone laterale) a destra.

Arrivati su, ci appare una terrazza prativa, che si stende un centinaio di metri sotto la cresta NE del Turlón: il Faurés da Cimoláis. Avanziamo in quota per la terrazza inclinata, anche per nevai, non più così duri, ma uno di essi è ancora sgradevole ripido. La terrazza finisce al costone che limita a sinistra (guardando verso l'alto) la valle che sale alla Forcella del Turlón 2150m, chiaramente incassata fra la cresta NE del Turlón e giusto a ridosso della quinta finale del Monte Turlón, ma da questo punto non ancora visibile.
Per la valle detta saliamo verso la Forcella del Turlón tenendo poco a destra per raggiungere il costone che limita la valle a destra.

In [acDOII,409] si menziona anche la possibilità, invece, di salire per la valle detta, "continuare sul sent. che poi sale in direzione della Forc. della Véntola, caratteristica per alcuni mughi in cresta. Arrivati alla forc. si volge a sin. per cresta e per erba e rocce rotte alla Cima Ovest (ore 2.30 dalla casera), di qui per cresta". Non abbiamo notato nessun sentiero. Non esiste più o la neve lo ha nascosto.

Usciamo sul costone una cinquantina di metri più in alto della Forcella del Turlón. Qui il costone appare come una stretta crestina erbosa scalinata. Sopra la crestina il costone diventa roccioso e sale alla cresta NO del monte. Al inizio è sbarrato con un salto che si può facilmente aggirare a destra (passaggi di primo grado non difficile, anche in discesa). Dunque aggiriamo il salto a destra, ritornando al costone sopra il salto e per il filo del costone (un felice primo grado escursionistico) arriviamo presto alla cresta NO. Costruiamo un ometto per indicare l'inizio della discesa. Per la cresta NO a sinistra, e in pochi minuti siamo sulla cima.

Discendiamo per la stessa via fino alla piccola conca sotto la Forcella del Turlón. Adesso raggiungiamo la forcella con l'intenzione di salire la cupola che limita la forcella a sinistra. Sembra che la migliore soluzione sia la crestina che dalla forcella sale alla cima. Saliamo per rocce frammiste a zolle. Aggiriamo un tratto verticale (4-5 metri) qualche metro a destra, nonostante ci sembrasse dal basso che fosse meglio a sinistra. Volendo trovare qui la più facile soluzione, abbiamo fatto due tre passi tropo più a destra. Ritornando per gli stessi passi, adesso in lieve discesa, comprendiamo che il terreno è fortemente esposto senza rassicuranti appigli e appoggi.

Potremmo valutare questa salita con il primo grado, ma il suo tratto verticale con il primo superiore. Forse sarebbe il migliore, tenersi sulla crestina e dove è opportuno deviare con qualche passo (non troppo) a destra. La discesa non è sicuramente divertente, particolarmente all'inizio quando dalla sommità prevalente erbosa, ma sgradevolmente ripida, passiamo al terreno più roccioso ma più sicuro.

Continuiamo per la cresta rocciosa con corti tratti di primo grado facile. Magari i mughi si comportano come nostri amici aiutandoci in equilibrio sulla cresta. Poi la cresta diventa una larga spalla erbosa. In ambiente favoloso arriviamo euforici alla Sella del Turlón.

Qui incontriamo il sentiero segnato. I primi segni dopo la sella sono una cinquantina metri più basso. Per trovarli discendiamo diritto giù o un pochino a sinistra. Il sentiero discende ripidamente senza alcuni tornanti e poi traversa a sinistra al bordo sinistro del Vallone, giusto al posto dove alla mattina abbiamo lasciato questo sentiero andando per il Faurés da Cimoláis al Monte Turlón .

La salita per Faurés da Cimoláis è del primo grado escursionistico facile, divertente, felice. Il ritorno dalla Forcella del Turlón per la cresta NE sarebbe anche di primo grado, ma la parte iniziale dalla Forcella alla cupola a sinistra richiede un po' di più. Se riuscite a salirla, senza guardare verso giù, forse vi parrà soltanto un pochino più difficile. Ma con un sguardo sotto i vostri piedi forse vi parrà anche un po' insidioso. La cresta seguente, tranne la sua apparenza spaventosa, è pure una soddisfazione.

La fonte della difficoltà potrebbe essere l'isolamento della cima e tutta la sua area. Già scendendo dalla casera Bregolina Grande verso la Bregolina Piccola sentiamo una strana dimensione di questo luogo appartato. L'incontro con una vipera piccola sul sentiero su gli scarsi raggi di sole nel bosco fitto, l'intensiva vegetazione bassa in agosto alta al ginocchio che nasconde il suolo con grandi foglie, molti alberi caduti che dobbiamo faticosamente passare potrebbero ancora più aumentare la nostra inquietudine.

Dalla Sella del Turlón potremmo anche continuare per la cresta fino alle Pale Candele con difficoltà attorno al primo grado. Nel lontano agosto già detto siamo saliti per la Val Piccola (la valle fra Cima Dof e Pale Candele) fino alla sua Forcella dei Ámpes 2009m. Poi per il ripido pendio erboso a destra verso Pale Candele cercando un sentierino (o tracce) che traversa, oltre le zolle fortemente esposte, il lato Sud-Est e Sud del monte (rivolto verso la Val Settimana). Quando il sentierino si avvicina la cresta Ovest, usciamo alla cresta e per la stessa a destra verso la cima.

Ci pare la Val Grande molto interessante. Se fosse percorribile, o se è percorribile con difficoltà escursionistica, speriamo per i prati meno ripidi della variante per la Val Piccola, potremmo sceglierla per la salita alle Pale Candele. O ritornando dal Monte Turlón per la Sella del Turlón, potremmo anche salire per la cresta alle Pale Candele, e poi discendere per la Val Grande al sentiero segnato Bregolina Piccola - Sella del Turlón. Peccato, a causa di tempo non affidabile (ma forse anche della stanchezza) non abbiamo provato questa variante. Forse le condizioni erano buone, scarsa vegetazione bassa, probabilmente la neve era sparita sulla parte superiore (anche la più ripida) della valle e i nevai più bassi (sperando non fossero duri) ci avrebbero agevolato la camminata.

Forse sarebbe interessante (tuttavia non in piena estate e nelle giornate calde) una salita diretta dalla Val Settimana (Stalla Nucci 722m) al Monte Turlón: "A) da V. Settimana, al prato Tamerut (v. Sella del Turlón, it. 5.8.2.); quivi si prende un sent. che attraversa quasi pianeggiante alcuni valloni; arrivati al vallone che precede la V. de Stale, su diritto e per pendio erboso e ripido in vetta, senza difficoltà. - Ore 6."[acDOII,409]

agosto  2009  .pdf
ottobre 2023  .html

Bibliografia
lvDOP   - Luca Visentini, Dolomiti d'oltre Piave, Athesia - Bolzano-Bozen 1995
acDOII - Antonio e Camillo Berti, Dolomiti Orientali Volume II Dolomiti d'oltre Piave e Prealpi Clautane, CAI CAI - TCI 1982 (Ia1961)
  IV Edizione Finito di stampare nel mese di settembre 2000

Cartografia
- Tabacco, Dolomiti di Sinistra Piave foglio 021, 1:25000 Carta topografica per escursionisti

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