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Monte Turlón 2312giugno 2009.
La guida viene scritta con ogni buona intenzione ma errori sono sempre possibili. Gli errori della nostra percezione soggettiva, di memorizzare e dopo qualche tempo riprodurre nell'espressione di una nuova lingua scritta ... Quindi utilizzate la guida con prudenza sotto la vostra responsabilità. Siamo in una natura quasi intatta e isolata dalla civiltà. La rispettiamo. Non marchiamo la via con segni innaturali. Non lasciamo tracce della nostra presenza. Se non vi piace questa premessa, vi preghiamo di non utilizzare la guida. |
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Ci pare che qualcuno ci osservi dalla cresta a sinistra. |
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La salitaSembra che il sentiero che sale dalla Bregolina Piccola alla Sella del Turlón e poi discende in Val Settimana, sia ufficialmente abbandonato. Nella nuova edizione della carta 021 - Dolomiti sinistra Piave della Tabacco, è segnato soltanto con puntini neri. Nella vecchia edizione, invece con puntini rossi e col numero 385. In realtà il sentiero è sufficientemente segnalato almeno fino alla Sella del Turlón (poi non sappiamo) con segni rossi e bianchi, ma il suo inizio (il suo innesto sul sentiero Bregolina Piccola - Bregolina Grande) non è marcato con un cartello indicatore. Il bivio è giusto sul bordo superiore di un pratino dove il sentiero principale che traversa quasi orizzontale dalla Casera Bregolina Piccola, bruscamente cambia direzione, discendendo decisivo verso valle. Questo posto è ben segnalato con evidente cura per prevenire un errore. Se così non fosse (o se siamo intenti nei nostri pensieri), provenendo dalla Casera Bregolina Piccola potremmo facilmente sbagliare la via, continuando a traversare verso Sella del Turlón, pensando di andare alla Casera Bregolina Grande. Forse c'inquieterebbe un po' non vedere più segnavia, ma dopo un centinaio di metri appaiono ancora. Dal pratino traversiamo quasi orizzontalmente, passando oltre l'orlo inferiore della Val Grande fino al prato sullo sperone successivo, che separa la Val Grande dal Vallone che sale alla Sella del Turlón. Con fatica aggiriamo o scavalchiamo molti alberi caduti. Man mano che la stagione avanza la vegetazione è tanto più rigogliosa, quasi tropicale. In agosto l'erbaccia è così alta e fitta che non vediamo dove mettiamo i piedi. Su qualche sasso disperso nell'erba possiamo notare la vipera che gode al sole. In una giornata di un lontano agosto nell'area di Bregolina Piccola abbiamo visto quattro vipere, una di esse magari alla cresta delle Pale Candele a circa 2200m altitudine. Forse il migliore periodo è l'inizio di stagione (giugno o forse maggio a seconda della stagione) quando i sentieri sono puliti dalle erbacce e gran parte della neve è sparito, o in autunno quando le prime gelate notturne tagliano l'erba. Il mese di giugno 2009 era particolare per gli abbondanti resti di neve e il suo freddo. Dal prato (dove una volta sorgeva Casera Fabbro?) traversiamo il Vallone (in località Le Saline?) in moderata salita fino al suo bordo destro (guardando verso l'alto). Oltrepassiamo alcuni nevai, sorprendentemente duri per metà giugno e per l'ora (10h) della giornata. Il primo è abbastanza ripido e quindi la traversata non è divertente. Forse una piccozza non sarebbe là superflua. Dal bordo destro del Vallone il sentiero per Sella del Turlón devia a sinistra. Invece, saliamo ripidamente, faticosamente, ma senza difficoltà allo sperone (o costone laterale) a destra. Arrivati su, ci appare una terrazza prativa, che si stende un centinaio di
metri sotto la cresta NE del Turlón: il Faurés da Cimoláis.
Avanziamo in quota per la terrazza inclinata, anche per nevai, non
più così duri, ma uno di essi è ancora
sgradevole ripido. La terrazza finisce al costone che limita a
sinistra (guardando verso l'alto) la valle che sale alla Forcella
del Turlón 2150m, chiaramente incassata fra la cresta NE del Turlón
e giusto a ridosso della quinta finale del Monte Turlón, ma da
questo punto non ancora visibile.
In [acDOII,409] si menziona anche la possibilità, invece, di salire per la valle detta, "continuare sul sent. che poi sale in direzione della Forc. della Véntola, caratteristica per alcuni mughi in cresta. Arrivati alla forc. si volge a sin. per cresta e per erba e rocce rotte alla Cima Ovest (ore 2.30 dalla casera), di qui per cresta". Non abbiamo notato nessun sentiero. Non esiste più o la neve lo ha nascosto. Usciamo sul costone una cinquantina di metri più in alto della Forcella del Turlón. Qui il costone appare come una stretta crestina erbosa scalinata. Sopra la crestina il costone diventa roccioso e sale alla cresta NO del monte. Al inizio è sbarrato con un salto che si può facilmente aggirare a destra (passaggi di primo grado non difficile, anche in discesa). Dunque aggiriamo il salto a destra, ritornando al costone sopra il salto e per il filo del costone (un felice primo grado escursionistico) arriviamo presto alla cresta NO. Costruiamo un ometto per indicare l'inizio della discesa. Per la cresta NO a sinistra, e in pochi minuti siamo sulla cima. Discendiamo per la stessa via fino alla piccola conca sotto la Forcella del Turlón. Adesso raggiungiamo la forcella con l'intenzione di salire la cupola che limita la forcella a sinistra. Sembra che la migliore soluzione sia la crestina che dalla forcella sale alla cima. Saliamo per rocce frammiste a zolle. Aggiriamo un tratto verticale (4-5 metri) qualche metro a destra, nonostante ci sembrasse dal basso che fosse meglio a sinistra. Volendo trovare qui la più facile soluzione, abbiamo fatto due tre passi tropo più a destra. Ritornando per gli stessi passi, adesso in lieve discesa, comprendiamo che il terreno è fortemente esposto senza rassicuranti appigli e appoggi. Potremmo valutare questa salita con il primo grado, ma il suo tratto verticale con il primo superiore. Forse sarebbe il migliore, tenersi sulla crestina e dove è opportuno deviare con qualche passo (non troppo) a destra. La discesa non è sicuramente divertente, particolarmente all'inizio quando dalla sommità prevalente erbosa, ma sgradevolmente ripida, passiamo al terreno più roccioso ma più sicuro. Continuiamo per la cresta rocciosa con corti tratti di primo grado facile. Magari i mughi si comportano come nostri amici aiutandoci in equilibrio sulla cresta. Poi la cresta diventa una larga spalla erbosa. In ambiente favoloso arriviamo euforici alla Sella del Turlón. Qui incontriamo il sentiero segnato. I primi segni dopo la sella sono una cinquantina metri più basso. Per trovarli discendiamo diritto giù o un pochino a sinistra. Il sentiero discende ripidamente senza alcuni tornanti e poi traversa a sinistra al bordo sinistro del Vallone, giusto al posto dove alla mattina abbiamo lasciato questo sentiero andando per il Faurés da Cimoláis al Monte Turlón . La salita per Faurés da Cimoláis è del primo grado escursionistico facile, divertente, felice. Il ritorno dalla Forcella del Turlón per la cresta NE sarebbe anche di primo grado, ma la parte iniziale dalla Forcella alla cupola a sinistra richiede un po' di più. Se riuscite a salirla, senza guardare verso giù, forse vi parrà soltanto un pochino più difficile. Ma con un sguardo sotto i vostri piedi forse vi parrà anche un po' insidioso. La cresta seguente, tranne la sua apparenza spaventosa, è pure una soddisfazione. La fonte della difficoltà potrebbe essere l'isolamento della cima e tutta la sua area. Già scendendo dalla casera Bregolina Grande verso la Bregolina Piccola sentiamo una strana dimensione di questo luogo appartato. L'incontro con una vipera piccola sul sentiero su gli scarsi raggi di sole nel bosco fitto, l'intensiva vegetazione bassa in agosto alta al ginocchio che nasconde il suolo con grandi foglie, molti alberi caduti che dobbiamo faticosamente passare potrebbero ancora più aumentare la nostra inquietudine. Dalla Sella del Turlón potremmo anche continuare per la cresta fino alle Pale Candele con difficoltà attorno al primo grado. Nel lontano agosto già detto siamo saliti per la Val Piccola (la valle fra Cima Dof e Pale Candele) fino alla sua Forcella dei Ámpes 2009m. Poi per il ripido pendio erboso a destra verso Pale Candele cercando un sentierino (o tracce) che traversa, oltre le zolle fortemente esposte, il lato Sud-Est e Sud del monte (rivolto verso la Val Settimana). Quando il sentierino si avvicina la cresta Ovest, usciamo alla cresta e per la stessa a destra verso la cima. Ci pare la Val Grande molto interessante. Se fosse percorribile, o se è percorribile con difficoltà escursionistica, speriamo per i prati meno ripidi della variante per la Val Piccola, potremmo sceglierla per la salita alle Pale Candele. O ritornando dal Monte Turlón per la Sella del Turlón, potremmo anche salire per la cresta alle Pale Candele, e poi discendere per la Val Grande al sentiero segnato Bregolina Piccola - Sella del Turlón. Peccato, a causa di tempo non affidabile (ma forse anche della stanchezza) non abbiamo provato questa variante. Forse le condizioni erano buone, scarsa vegetazione bassa, probabilmente la neve era sparita sulla parte superiore (anche la più ripida) della valle e i nevai più bassi (sperando non fossero duri) ci avrebbero agevolato la camminata. Forse sarebbe interessante (tuttavia non in piena estate e nelle giornate calde) una salita diretta dalla Val Settimana (Stalla Nucci 722m) al Monte Turlón: "A) da V. Settimana, al prato Tamerut (v. Sella del Turlón, it. 5.8.2.); quivi si prende un sent. che attraversa quasi pianeggiante alcuni valloni; arrivati al vallone che precede la V. de Stale, su diritto e per pendio erboso e ripido in vetta, senza difficoltà. - Ore 6."[acDOII,409]
agosto 2009 .pdf
ottobre 2023 .html Bibliografia
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