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Monte Ciaudierona 2587luglio 2008.
La guida viene scritta con ogni buona intenzione, ma errori sono sempre possibili. Gli errori della nostra percezione soggettiva, di memorizzare e dopo qualche tempo riprodurre nell'espressione di una nuova lingua scritta ... Quindi utilizzate la guida con prudenza sotto la vostra responsabilità. Siamo in una natura quasi intatta e isolata dalla civiltà. La rispettiamo. Non marchiamo la via con segni innaturali. Non lasciamo tracce della nostra presenza. In un momento di debolezza costruiamo un ometto modesto, ma forse anche questo è superfluo. Perché l'orientazione è semplice. E se pure ne incontrate uno, forse è colpa nostra o di un lettore di questo testo. Se vi piace, potete crollarlo che i prossimi escursionisti, godendo della natura originaria, hanno illusione di una terra incognita. Non bisognerebbe segnare neanche l'inizio o la fine del Viàz. Il canale di Forcella Antelao e l'albero insolito sono chiari segni naturali. Un ometto ci priverebbe del fascino dello sconosciuto, della gioia di aver trovato una porta nascosta del paradiso. Se non vi piace detto, vi preghiamo di non utilizzare questa guida. |
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| Piani d'Antelao. L'evidente ghiaione a sinistra sbocca nel prato. Se vedessimo la parete laterale, saremmo tutti sicuri che questo ghiaione sia l'inizio del nostro canale d'accesso alla Forcella Antelao. |
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| Il canale d'accesso dai Piani d'Antelao alla Forcella Antelao. S'intuisce la traversata dalla Forcella a sinistra per le cenge verdi sotto il triangolo del Monte Ciaudierona fino alla Costa Sud-Est, che da quest'angolo appare come la cresta con la pendenza più che invitante. |
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| Forcella Antelao, verso la Val d'Oten. |
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| Forcella Antelao, verso i Piani d'Antelao |
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| La Costa Sud-Est del Monte Ciaudierona |
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| Sulla Costa Sud-Est: vista verso la valle fra Antelao (o per meglio dire Cima Fanton) a sinistra e Cime Cadin a destra. È la valle laterale a Nord dai Piani d'Antelao (Vallon d'Antelao). Sembra che questa valle non abbia un proprio nome. Per un più facile riferimento la chiameremo qui Valle del Ghiacciaio. Più in basso, sul prato si vede il sentiero segnato per la Forcella del Ghiacciaio, anche questa ben individuabile nella foto. |
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| Monte Ciaudierona. Il pendio finale. La rientranza della parete dopo la Costa e la breve traversata a destra. Qui saliamo dritto su. |
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| Sul Monte Ciaudierona: vista a Ovest verso Cime Cadin. Al centro si vede Cima Foralosso. Dietro la sua cresta destra si nasconde Forcella Piccola. |
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| Monte Ciaudierona. Vista sulle placche verso la Val d'Oten. |
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| La cresta Nord-Est del Monte Ciaudierona. Discendiamo senza difficoltà. Prima del pendio verde lasciamo la cresta e traversiamo a destra. |
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| La cresta Nord-Est del Monte Ciaudierona. |
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| Il Viàz della Ciaudierona, visto nel senso opposto del percorso. Forse il pratino al centro della foto è il nostro pratino non ripido alla fine della prima rientranza (dopo il dentro e fuori). Poi s'intuisce la corta discesa (non pare facile, ma è facile) nel canale della seconda rientranza. |
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| L'albero insolito al fine del Viàz della Ciaudierona |
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| L'albero insolito al fine del Viàz della Ciaudierona (visto nel senso opposto del percorso). |
La salitaSaliamo dai Piani d'Antelao (circa 1630 m, più vicino al suo termine Nord-Est verso la Val d'Oten) per il canale alla Forcella Antelao, per il fondo abbastanza stabile e quindi non troppo faticoso. Talvolta pare che mughi ci chiudano la via, ma potremo sempre passare a stento sotto la loro volta. Solo in un posto un macigno sbarra la via. Con due movimenti di secondo grado arriviamo alla sua cima. Forse in discesa non è divertente. Qui incontriamo il primo e l'ultimo ometto se non contiamo quello sulla cima del Ciaudierona. Una traccia ipotetica tra mughi fitti potrebbe evitare a destra (nel verso della discesa) la discesa per il macigno. Non lasciamo il canale. Lo seguiamo fino alla fine, alla base della parete, a destra della Forcella Antelao. In precedenza ci attrae a sinistra un canale laterale che probabilmente guida direttamente alla Forcella, o a destra un pendio erboso. Insistiamo per il canale nonostante che i mughi fitti sembrino sbarrare il successivo spostamento a sinistra. Ma giusto sullo zoccolo della parete un corto sentierino evidentemente umano traversa a sinistra (una ventina metri) fino all'altro canale. Scavalcandolo siamo sul pendio verde della vicina Forcella Antelao. Qui è meglio traversare in salita a sinistra, evitando la Forcella, verso le pareti rocciose del Monte Ciaudierona. Nonostante che questa variante osservandola dal Pian di Cavai ci pareva più invitante e promettente, la ignoriamo salendo alla Forcella Antelao 2188 m. Dalla Forcella a sinistra per una paretina di una decina metri (primo grado, uno o due passi di 1° superiore non facile) perveniamo su ripidi ed esposti pendii erbosi. Ci teniamo più a destra in prossimità delle rocce, dove ci sentiamo più sicuri. Se l'erba fosse completamente asciugata (il tempo è bello, ma il giorno scorso pioveva a catinelle), se avessimo con migliori scarponi il passo più sicuro, se sapessimo che non dovremo ritornare per la stessa via, forse questa variante ci parrebbe meno pericolosa e non cederemmo ritornando alla Forcella Antelao. Dalla Forcella traversiamo invece facilmente a destra (sinistra venendo dal basso), in modesta salita, prevalentemente per prati fino alla Costa Sud-Est del monte. Giusto sulla costa è terreno così morbido che esiste qualche metro di sentierino umano, orizzontalmente tracciato. Ci invita a continuare la traversata nella stessa direzione, rivelandoci un nuovo mondo altrimenti per noi proibitivo a causa del suo aspetto spaventoso. L'ometto sul macigno, il corto sentierino che traversa a sinistra tra i mughi sotto la Forcella Antelao, e questo sentierino sulla costa sono le sole evidenti tracce umane sulla nostra via. Forse occhi più esperti noterebbero ancora qualche altro segno ... Per adesso abbandoniamo la traversata e saliamo per la costa erbosa e poco rocciosa dritto su alla sua fine, sotto la quinta del Monte. È ripida ma facile, rassicurante e soprattutto bella. Pure piacevole. Una sfida per il corpo allenato. Sicura anche in discesa. Panoramica. Poi per il bordo della parete e il pendio erboso traversiamo a destra e presto ci tenta un nuovo dubbio. Salire su per una rientranza della parete dritto verso la cima, o continuare a traversare verso destra. Scegliamo la prima soluzione nonostante potessimo prima provare la traversata. Per la nostra fortuna incontriamo un divertente e facile primo grado. Possiamo andando in zig-zag evitare i posti poco più difficili (1° superiore) ugualmente facili e ancora più divertenti. In questo momento non sappiamo che esiste un'altra possibilità per il ritorno e quindi troviamo le più facili soluzioni anticipando la discesa. Ma voi, potete fare una "direttissima" divertentissima. Prima della cima la parete diventa troppo ripida, ma adesso traversiamo facilmente a destra, alla cresta Nord-Est del Monte. A sinistra per la stessa giungiamo presto alla cima meravigliosa. Al ritorno possiamo continuare la discesa per cresta Nord-Est fino all'altezza dalla nostra prima traversata a destra (in direzione della salita) alla fine della Costa. Non dobbiamo abbassarci troppo. Non c'è un chiaro riferimento, ma il pendio a destra diventa sempre meno ripido invitandoci ad abbandonare la cresta e discendere giù verso valle cercando i posti più opportuni per deviare a destra. Traversiamo a destra senza difficoltà con qualche saliscendi (non più di una cinquantina metri di dislivello) e presto siamo in vista della Costa. Ci troviamo alla giusta altezza o ci dobbiamo correggere per arrivare all'inizio della nostra rientranza della salita finale. Discendiamo per la Costa fino al sentierino. Poi non ritorniamo per la via di salita, ma continuiamo a traversare a destra. Dopo qualche metro il sentierino si perde. Come procedere? Solamente il primo tratto (la traversata della prima rientranza del pendio) ci mette in dubbio. Alla sua fine (dopo un dentro-fuori), dobbiamo restare alla stessa altezza del sentierino della costa. Siamo sul pratino non ripido. Poi la progressione è più chiara. Prima discendiamo in un canale (dentro la seconda rientranza) e poi traversiamo quasi in quota questa e ancora un'altra rientranza (tre in tutto) della parete finché non si apre la Valle del Ghiacciaio. La traversata è facile. Non ci ricordiamo alcun posto difficoltoso o pericoloso. Pare incredibile, osservando la traversata dal sentierino della costa. Al fine del Viàz si trova un albero insolito come segno inconfondibile del Viàz. Se saliamo per la Valle del Ghiacciaio alla forcella omonima, è l'albero il più a monte e il più a destra dal lato della Ciaudierona. Discendendo in diagonale per i prati (come un parco prezioso) arriviamo al sentiero segnato della Valle del Ghiacciaio (circa 2000 m, prima che il sentiero deviando a destra discende ripido al Ru di Antelao). Come valutare di difficoltà della salita?
gennaio 2009 .pdf
ottobre 2023 .html Bibliografia
ancora più foto della Ciaudierona
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