Antelao

Croda Mandrin 2278


Monte Ciaudierona 2587

Foto Collana

Croda Mandrin 2278
da Nord-Ovest

giugno 2007

Da Pian dei Cavai 2048 discendiamo a Nord per il sentiero naturalistico fin che devia a sinistra (5'). Lasciamo il sentiero discendendo più a destra con l'intenzione a ovviare a destra un sperone laterale che discende dalla cresta principale del monte. Non dobbiamo traversare subito il ghiaione, ma caliamo per il suo bordo sinistro erboso fin all'altezza del punto più basso del sperone.

Forse qui si può venire dai Piani d'Antelao. Vicino il loro termine Nord-Est (a valle) un canale sale verso Croda Mandrin. Per il suo bordo destro apparente facile potremmo provare salire il fianco laterale del vale.

Ovviamo il sperone ed entriamo in una valletta ripida. La saliamo prima per erba e poi per ghiaie tenendoci a destra verso un canale che incisa, vicino il sperone, le parete soprastanti.

Giusto a piedi del canale (forse il canale è anche facilmente percorribile) notiamo un canalino che sale a sinistra. Per canalino su (facile primo grado). Presto una cengia ci permette il ritorno a destra, alla cima del canale detto, al fianco soprastante la nostra valletta (o piccolo circo) del accesso. La cengia è anche facile. A un posto è interrotta con un canalino che ci pare intransitabile. Ma sul suo bordo vediamo che il passagio è semplice.

Per il pendio possiamo salire fin alla cresta Sud-Ovest. Ma scegliamo a sinistra un pendio laterale evidente, una rampa ripida e prevalente erbosa che incisa nella parete sale direttamente e facilmente alla cima.

Una via nell'ambiente conservato di bellezza particolare, praticamente senza difficoltà alpinistica (qualche posto brevissimo di primo grado facile). Un po' faticoso ma non duro, senza alcuna segnavia ma di semplice orientazione. Un escursionista principiante avanzato, può camminare da solo in questo paradiso? Forse eppure meglio, con una Beatrice esperta.

Ritorniamo per la cresta Sud-Ovest, per suo erboso lato Nord contornando a destra i spuntoni della cresta. Per una forcellina (sotto ultima altezza, già baranciosa, della cresta prima Pian dei Cavai) oltrepassiamo la cresta al lato Sud.

Ci caliamo per canale dritto giù, ma non troppo, proprio all'altitudine del Pian dei Cavai. Proprio a quest'altezza troviamo un sentierino nascosto, idealmente orizzontale che ci guida a destra tra mughi fitti, presso un gruppetto di tre? larici, al Pian dei Cavai. Rami di mughi sovrastano il sentierino, ma per i piedi troviamo sempre posto libero. Così passiamo comodamente tra mughi muovendo i rami antistanti. Basta un passo fuori di sentierino che la selva diventa impervia.

Monte Ciaudierona 2587
da Sud

giugno 2007

Da Sud, dal sentiero: Rifugio Antelao - Rifugio Galassi per la Forcella del Ghiacciaio.
" guadagnando un ripiano a m.1919 (acqua, bivio col sentiero n.258, che scende ai Piani d'Antelao ...). Si risale una scarpata di mughi e ripidi prati, avvicinando il canalino che sale alla cresta del Monte Ciauderona"[lvASM,28]
Forse q. 2131 sul disegno [abDOI1a,344+]

Il canalino sale sulla cresta, a una forcella marcata e facilmente individuabile. La forcella Ciaudierona (il nome proposto). Prima cima a sinistra (Cime Cadin q.2584) subito sopra la forcella ha un corpulento avancorpo nel Val d'Oten: Cima Foralosso 2334. A destra della forcella comincia la cresta della Ciaudierona che appare da Sud con quattro cime alla sua cresta. L'ultima è Monte Ciaudierona 2587.

Non ci tortureremo salendo il canale ghiaioso che scende dalla forcella Ciaudierona. Invece saliamo per il pendio erboso a destra. Tranne da lontano ci pare troppo ripido per sicuro cammino, possiamo sempre passare per passaggi facili. Un cammino per bellissimi prati, rilassante per mente ma sportivo per il corpo. Più alto il pendio diventa roccioso, ma è anche facile.

Durante la salita notiamo a sinistra una larga bancata orizzontale, ghiaiosa-erbosa, forse conveniente come l'accesso per qui discende dalla Forcella del Ghiaccio. Anche sotto le castelli finali delle Cime Cadin, arriva alla forcella Ciaudierona una cengia con tracce evidente. Forse permette un'accesso da un punto ancora più a monte del Valle, ma anche un'accesso non faticoso alle Cime Cadin.
"A) Alla cima principale. - (Palatin R.M 1908, 120) ... si sale a una forcella tra Cima e Anticima E; poi a sinistra per cengia, infine a destra per brevi camini e gradinate in cresta, e poco dopo la cima. - 1° grado; ore 3"[abDOI1a,371].

In ritorno discendiamo per il canale fin alla sua strozzatura. Ghiaie sono perfette. Come neve di propria durezza che tiene sicuramente i piedi. Alla strozzatura usciamo a sinistra ritornando al nostro pendio.

Abbiamo sperato una vista tutta libera alle Marmarole che non potrebbero nasconderci niente da qui. Ma adesso ci troviamo nelle nuvole. Eppure si vede talvolta momentaneo il fondo del Val d'Oten e la cresta del Cadin.

Dalla forcella a destra per la cresta del collegamento con Monte Ciaudierona. Un primo grado escursionistico ideale. Roccia solida e facile, ma non banale e non tutto pulita dai sassolini. A sinistra spettacolare e vertiginosa vista per le placche ripide verso Val d'Oten. Quando non possiamo più supportare l'eccitazione d'esposizione passiamo con un passo a destra della cresta a un ambiente più calmante.

Arriviamo veloce sulla prima cima della cresta. Affacciamo il guardiano della verginità della Ciaudierona che appare minacciante tra nuvole. È così spaventoso che non osiamo muoverci più. Nuvole, vento (ma non sì forte che ci fa perdere equilibrio, ma sufficiente per togliere il cappello dalla testa), pioggia che si sente nell'aria (in meno di una ora una grandinata forte è passata dalla Cima Fanton per la Forcella Piria, restandoci al suo margine) e ritorniamo magari senza una prova di accostàre al guardiano.

Se anche Voi avete la paura del guardiano, potete provare ad avvicinarvi alla cima dall'altro lato, dai Piani d'Antelao per la Forcella Antelao.

Info

Se avete un'avversione ai sentieri naturalistici come esche per turisti per attrarli in una natura digradata, eppure non ignorate apriori quello sentiero che dal Pian dei Cavai traversa il lato Nord-Ovest delle Crode San Pietro fino al ripiano sopra i Piani del Antelao. Non si chiama solamente naturalistico, ma è veramente naturalistico. Con primi passi, discendendo dal Pian di Cavai, ci pare come che ritorniamo in una natura originaria, in un passato di molti anni fa. Il sentiero è segnato discretamente (si potrebbe dire: idealmente) con piccoli puntini rossi (anche sulla foto).

Il sentiero principale che sale dal Rifugio Antelao alla Forcella Piria passa vicino sotto la sella tra Crode San Pietro e Croda Mandrin. Là al fianco delle Crode San Pietro è un bivio con due cartelli, uno per Forcella Piria ed altro per Rifugio Antelao.

Tranne che quello sentiero che sale a destra alla sella (Pian dei Cavai) non ha il suo cartello, non scoraggiamoci. Facciamo almeno una piccola digressione al vicino Pian dei Cavai (2'). Un sentierino che subito sotto la sella al lato opposto (a Nord) devia a sinistra tagliando orizzontalmente il lato Est delle Crode San Pietro, ci mette in dubbio, dandoci una scusa per ritirata onorata.

Nel centro della foto è Pian dei Cavai (il grande prato verde, nel sole). A sinistra: il sentiero principale per la forcella Piria con il bivio a ridosso delle Crode San Pietro. A destra poco sotto la sella: il sentierino orizzontale (fra mughi nella rientranza delle Crode San Pietro) che ci mette in dubbio.

Eppure con la grande forza psichica non rinunciamo, ma insistiamo alla discesa. Presto il sentiero devia a sinistra e continua più o meno in quota, attraverso il bosco favoloso, fin a un ripiano sopra i Piani del Antelao dove passa il sentiero per Forcella Piria.


agosto 2007
Bibliografia: lvASM, abDOI1a

ancora Ciaudierona
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