Dolomiti d'oltre Piave

Forcella Sorelle 2228

giugno 2007

"Da Cima dei Làres a Cima Sella si stende una cresta rocciosa con una serie di aguzzi caratteristici spuntoni. Lungo la cresta due forcelle, una fra due singolari piramidi (Forc. Sorelle) ed una immediatam. prima di Cima Sella. Le due forcelle consentono il passaggio, senza sent., fra la conca di Casera del Cavalletto e la testata della V. dei Làres, donde in V. di Santa Maria, V. Cimoliana, Forc. Spe e Biv. Gervasutti."[acDOII,272]

Forcella Sorelle è facilmente accessibile dai entrambi lati, dalla conca di Cavalletto o dalla testata della Val dei Làres. Ci sono landri al basamento Ovest della piramide Sud (lato del Cavalletto, a destra). Possiamo lì senza preoccuparci aspettare che temporale passa e forse sorprendere un camoscio che anche cerca un riparo sicuro.

Dalla forcella Sorelle discendiamo a Est dritto giù per il ripido pendio erboso, ai entrambi lati solcato dai scoscesi canali ripulsivi. Dalla forcella non si vede direttamente il suo fondo, ma possiamo stare tranquilli. Il pendio non è interrotto con qualsiasi ostacolo. Calati alla testata della Vale dei Lares tenendoci un po' a destra per prati bellissimi veniamo al sentiero segnato Casera Laghét di Sopra - Forcella Spe, presso un gruppetto dei larici.

Conca del Cavalletto
Sulla cresta più a sinistra, larga e verde Forcella Sorelle "fra due singolari piramidi". Forse questa forcellina a destra, con un dito innalzato subito a sua sinistra è quella "una immediatam. prima di Cima Sella". Ma ci pare che da questa forcellina non sia possibile discendere all'altro lato. Se proprio siamo stati a questa forcellina (nebbia era fitta), l'altra parte è una paretina non percorribile.
Al lato del Cavalletto per il bordo delle rocce e prati, un sentierino collega queste due forcelle. Forse si può continuare alla Cima Sella. Anche all'altro lato (della V. dei Làres), dalla Forcella Sorelle guida un sentiero a destra sotto le rocce.

Testata Val de Lares
Sulla cresta nella retroscena più a sinistra sono "due singolari piramidi" con la Forcella Sorelle interposta. Si vede il stretto ripido pendio erboso che discende dalla forcella e la lingua ghiaiosa che dal suo zoccolo continua alla testata della Vale.

Cima della Porta 2312

giugno 2007

Il nome proposto per la quota 2312 subito a Est sopra la forcella Porta Ovest di Gea.
Segnata sulla carta topografica Dolomiti di Sinistra Piave 1:25000 foglio 021 di Tabacco. Nulla osta alla diffusione N.164 in data 9/5/90.

Vista dal conca del Cavalletto
Da sinistra a destra: Cima della Porta, Porta Ovest di Gea, dentini rocciosi e come l'ultima Cima Gea. Facilmente saliamo alla Cima della Porta per il pendio verde (a sinistra nel profilo della cima), ma l'ultimi metri prima il cuspide sono più ripidi che appaiono sulla foto. Nella realtà, guardandoli dal basso, ci fanno paura. Eppure le zolle erbose sono gradinate così che la sua ripidezza non è compromettente. Forse ci parerà in discesa che uno o due passi non siano cento per cento sicuri.

Notiamo le due cenge che dal pendio, tagliando la parete rocciosa discendono al canale della Porta Ovest della Gea. La prima cengia, più alta e un po' nascosta, finisce alla chiazza di neve (la più grande sulla foto) allo zoccolo della parete. La seconda cengia, verde e scoperta, discende più basso al canale, a una altra chiazza di neve immediatamente sottostante la prima.

Al pendio verde possiamo venire dalla Forcella Val dei Frassin, passeggiando in quota e in lieve salita, per belli prati che si trovano a sinistra della Forcella. Per una di queste due cenge dette discendiamo facilmente (per la cengia piú bassa tutto facile) nel canale della Porta di Gea e per questo alla Conca di Cavalletto. Ritorniamo per la forcella Sorelle.

Cima Veronica 2398

giugno 2007

Fra Forcella della Bambola 2330 e Forcella del Monfalcon di Cimoliana 2340.

"un biglietto rinvenuto lì riporta una lontana visita di Wolfgang Herberg colla figlia Veronica, cui potrebbe essere stata dedicata la quota allora senza nome"[lvDOP,86]
"Da Nord-Est. - R. Deffar e Lea e V Dougan, 28 VII 1930"[acDOII,196]

Alla via sulla cima come in una favola ci aspettano le tre tentazioni. Ogni prossima tentazione è più seriosa che quella precedente. Forse l'unica, l'ultima non esiste solamente nella nostra immaginazione, ma anche nella realtà.

La prima ci spaventa già quando dalla Forcella del Leone osserviamo indecisi la futura via. Non pare escursionistica e basterebbe solo un momento della debolezza che rinunciamo della cima e continuiamo verso valle.

Eppure ci muoviamo verso la cima alzandoci per il sentierino fino al basamento della Cima Monfalcon di Cimoliana (5'). Poi per una cengia evidente traversiamo a sinistra. La cengia è facile tranne un corto posto stretto. Lo passiamo più facile un metro sotto il bordo della cengia assottigliata. Un passo di 1° grado superiore in salita. Non semplice nel ritorno, ma adesso possiamo passare giusto per la cengia. In tal caso un movimento in lieve salita di 1° grado. Ci chiediamo come abbiamo potuto avere paura di questo posto.

Continuiamo per la cengia e incontriamo un canale facile e non ripido che da destra a sinistra sale lente alla Forcella tra Cima Veronica e Cima Monfalcon di Cimoliana. Seguiamolo quasi alla sua fine, e poi contorniamo un spuntone di cresta a sinistra. Dietro l'angolo si trova la seconda tentazione. 4-5 passi in lieve discesa per la cengia esposta con suolo non tutto stabile. 1° grado superiore. In ritorno semplice.

E finalmente affacciamo la terza tentazione. Siamo ai piedi di "un ostico caminetto"[lvDOP,86]. Fin qui abbiamo incontrato qualche ometto ma adesso non c'è nessuno per incoraggiarci.
Il caminetto (o una paretina stretta ai entrambi lati con paretine laterali) non è alto ed è così tanto largo che permette più possibilità alla sua uscita. Scegliamo il suo lato destro, il meno esposto ma ci pare con la roccia meno buona. Alla uscita uno o due movimenti il più, di 2° grado, prima qualche metro di primo grado facile. In ritorno siamo discesi non per il caminetto ma per la paretina alla sua destra (in direzione discesa). Roccia solida, ma esposto. Due movimenti di 1° superiore o 2° inferiore. Cercando appoggi, possiamo anche osservare il fondo della valle (Val Monfalcón di Cimoliana) sotto i nostri piedi.

Il posto di quello tipo su una via ferrata, attrezzato con una corda fissa, sarebbe quasi banale, ma qui in questo ambiente naturale è un po' duro.

Dopo il caminetto il terreno escursionistico "classico". Si può sempre trovare passaggi facili, sicuri ma eppure esposti e in breve siamo sulla cima.

Peccato, ma non ci sono le nostre foto proprie. Dovreste credere alle nostre parole.

Qualche foto del sito Sentieri Natura, dell'escursione: Anello di forcella del Leone da Pian Meluzzo
11 - Piccolo nevaio residuo nei pressi della forcella del Leone
Da sinistra a destra: Forcella della Bambola con la Bambola stessa, Cima Veronica e Cima Monfalcon di Cimoliana.
12 - In vista della forcella del Leone
Si vede bene la Forcella del Leone, a sua sinistra la Cima Monfalcon di Cimoliana e la cengia che la taglia. È marcata al suo inizio con "un caratteristico portale" che "incide il monte"[lvDOP,86].


le foto

agosto 2007
Bibliografia: lvDOP, acDOII, pbPD

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