Civetta, Cantoni di Pelsa, Cima Listolade
Moiazza, Colle Nalina

Foto Collana

Cima Listolade

Avendo salito alla Cima delle Mede, arrivato alla Cima Listolade
agosto 2005

Cima delle Mede 2504

{248 Da nord-ovest, circa 450 m, ore 3, facile
Giovanni Angelini, Franco Vienna, Guido Sablich e Bruno Polacco, 1933 (inf. priv).
Facile e divertente, si può considerare la via normale per chi parte dal Rifugio Tissi; per giungere all'attacco dal Rifugio Vazzolèr richiede invece il lungo giro attorno all'estremità meridionale dei "Cantoni".
Dal Rifugio Vazzolèr seguendo l'itin. 12, si attraversa il Pian di Pelsa; prima di iniziare la breve discesa che porta ai Casoni di Col Rean si abbandona il sentiero per salire a destra all'imbocco del Canalone delle Mede e si continua per canali e scaglioni di rocce friabili senza difficoltà fino a raggiungere direttamente la vetta. %baCM,258}

Cima Listolade 2483

Da Nord-Ovest
Via Terezija (Teresa), dedicato alla mia nonna.
lemontagne, 8 agosto 2005

4 metri di 2° grado (un camino), 2 metri di 1°+ (o -2°), posti di primo grado divertente e un posto di 1° grado aspro. Nell'ambiente di bellezza intatta.

Un enorme macigno chiusa lo sbocco inferiore del Canalone delle Mede. Subito a sinistra è un altro canale, inizialmente un camino di 4-5 metri dell'altezza, con un pietrone incastrato alla sua cima. Un solido secondo grado, ultimo movimento alla sua uscita forse di 2° superiore, particolare nella discesa. Se avete paura del camino chiave alla via normale di Sorapiss, una occasione ideale per pratica, pochino più difficile ma esposto solo per sua altezza.

Avanziamo facilmente per il canale, osservando attentivamente canali laterali a sinistra. Non ci paiano facili e restiamo nel canale principale che prende direzione più a destra. Dopo un posto di due metri non tutto facile (1° superiore o 2° inferiore) possiamo entrare facilmente a destra nel Canalone delle Mede. Più avanti il canale diventa troppo ripido e difficile. Dunque entriamo nel Canalone delle Mede subito o dopo il ritorno dal canale.

"Riguadagnata l'Antiforcella delle Mede, possiamo insistere nell'esplorazione con un rientro alternativo. Giù per il Canalone delle Mede in tal caso, tra lo sperone della Cima degli Aghi e la scarpata della medesima Cima delle Mede nonché della Cima Listolade. Dopo la pausa di una conca il canalone è ripido e instabile ma non difficoltoso. Verso lo sbocco inferiore la mancanza di neve scopre un arduo saltino, che risolviamo con una corta calata in corda doppia profittando dei chiodi presenti. Continuando nella discesa intersechiamo il segnavia n. 560 e per questo, attraverso la Sella di Pelsa m 1954, ci riportiamo al rifugio."[lmCIV,136]

Con il nostro camino possiamo evitare "una corta calata in corda doppia" all'imbocco del Canalone. Possiamo anche evitare il nostro camino, discendendo per il Canalone delle Mede. Dal Rifugio Vazzoler per la Valle delle Mede alla Forcella delle Mede 2326. Scavalcando la Forcella traversiamo la testata del Canalone degli Aghi alla vicina Antiforcella delle Mede 2335, il capo del Canalone delle Mede e giù per il stesso Canalone. Con questa variante la Via Terezija diventa una via di primo grado facile.

Saliamo per il canalone "ripido e instabile ma non difficoltoso" ma faticoso e con forte impressione che Cima degli Aghi potrebbe gettarci un pietrone alla testa. Prima di "la pausa di una conca" si apre a sinistra una invitante possibilità di uscita:
Un corto canale laterale con colletto verde alla sua fine. Saliamo per questo canale, prima per ghiaie e poi ultimi metri un po' insicuri per sfasciumi ripidi elegante evitabili per il loro bordo sinistro.

Adesso ci troviamo nel fianco della Cima delle Mede, a un bello terrazzo poco inclinato e poco erboso con due denti rocciosi (Guglia Carla 2275 e Guglia Carlina 2260?). Un buono posto d'orientamento. Traversiamo il terrazzo fino alla prossima costolina (cinquantina metri).

Per fianco su. La parete ci pare molto ripida ma utilizzando alcuni canali sorprendente facile arriviamo a una cengia marcata che da destra a sinistra taglia in lieve salita tutta la parete della Cima delle Mede e Cima Listolade. La seguiamo a sinistra, cercando una possibilità a abbandonarla. Come non ci piacciono canali o camini che salgono su, restiamo alla cengia incontrando pochi posti di primo grado divertente e solo uno non divertente: un breve tratto in discesa oltre un angolo come sorpresa. La roccia non è buona, la cengia è stretta e ci pare esposta. Passiamo sedendo. Ma nel ritorno in salita vediamo che questo posto e non è eppure sì aspro.

La cengia fine a un pendio ghiaioso che discende dalla cresta. Per il ghiaione faticoso su. Al ultimo per sfasciumi a sinistra. Decina metri di primo grado delicato per roccia cattiva. In discesa meglio tenersi più alla metà del fianco. Ambiente di bellezza spaventosa. Adesso comprendiamo che siamo sulla cresta ma tra Forcella Listolade e Cima Listolade nella metà di "due brevi corde doppie".
"Ed è su questo costone che possiamo sopraggiungere anche dalla Cima Lìstolade. Calando prima con due brevi corde doppie alla Forcella Listolade m 2445. Contornando poi a sinistra, sul II grado il Gendarme (m 2458)."[lmCIV,191].

Oltre la Forcella Listolade è ancora una cima attraente. Torre Schmitt. La discesa per la cresta dalla Cima Listolade alla forcella omonima non è sicuramente una via escursionistica. Siamo sì vicini alla Cima Listolade. Ci separa solo una paretina di 6-8 metri, ma dobbiamo eppure ritornare alla nostra cengia.

Se vogliamo salire Cima Listolade non oltrepassiamo il muretto che si trova alla fine della cengia e poi non saliamo il pendio ghiaioso. Ma potremmo oltre muretto traversare orizzontalmente il pendio ghiaioso al suo vicino bordo sinistro esplorando una più facile possibilità di raggiungere Forcella Listolade. Poco probabile ma basta pochi passi per vedere.

Dal muretto saliamo per il fianco roccioso della Cima Listolade, prima per un canale che ci sposta un po' a destra, poi dritto su per facile rocce o sfasciumi. Arriviamo alla cresta qualche metro a sinistra della vetta.

Discesa

Ritornando per la cengia, a una sua piccola sporgenza marchiamo con due ometti insieme (padre e figlio) il più promettente posto (almeno ci pare così) a lasciarla (per un camino?) verso Cima delle Mede.

Prima del camino (al imbocco del Canalone delle Mede) notiamo a destra una cengia facile che ci guida fuori dal canale al fianco con mughi che sale sopra "canali laterali a sinistra". I canali sono adesso a destra e salgono al fianco, ma più alto ci aspettano i nuovi che da qui non sembrano tutto semplici. Una possibilità per evitare il tratto per il Canalone delle Mede e restare nella parete Nord-Ovest della Cima Mede?

Info

La discesa dal Monte Alto di Pelsa alla Sella di Pelsa o alla Forcella di Col Mandro.
Selva di mughi fitti e salti rocciosi non permettono una discesa tutta libera. Dobbiamo obligatoriamente trovare l'inizio del sentiero segnato (segni rossi e ometti) al bordo superiore della selva o discendere per un canale di acqua (segnato sulla foto con blu) che fa un passagio percorribile tra i mughi e salti. Questa variante "alla naturale" è un po' avventuristica ma non difficile. Incontriamo qualche posto di primo grado facile. Anche ci aiutano rami di mughi.

Le vie ipotetiche (im)possibile

Raggiungiamo Forcella delle Mede m 2326 per Val delle Mede. Da qui potremmo tentare la salita alla Cima delle Mede.
"friabile ma rimunerativa salita in prevalenza di I grado, con qualche passagio sul II e un breve tratto intorno al III"[lmCIV,156].
Sembra che il terzo grado immediamente sopra Forcella delle Mede "6m sul III grado ed altri 6 di I o II con due chiodi alla sosta sovrastante"[lmCIV,156] sia evitabile:
"... porta sul pendio ghiaioso che è raggiungibile anche dalla Val delle Mede (un centinaio di metri sotto la forcella) per una facile banca inclinata."[baCM,258]
Non dobbiamo ritornare per la stessa via (evitando III grado in discesa), ma continuiamo per la cresta alla Cima Listolade.
"la traversata ... è di I grado con qualche passo di II"[lmCIV,173]
"Risulta evidente e senza difficoltà"[baCM,259]

Ritorniamo per la Via Terezija. Una volta giunti al Canalone delle Mede possiamo salirlo fino all'Antiforcella delle Mede 2335 e traversare alla vicina Forcella delle Mede m 2326.

O magari dal Val delle Mede possiamo traversare a destra sotto la Torre Bristòt al Canalone del Bancon e per questo su alla Cima delle Mede.
{tale via, malgrado sia stata percorsa pochissime volte, rappresenta la "via normale" di salita ed è percorribile abbastanza agevolmente anche in discesa: l'arrampicata non è molto faticosa ed invece assai divertente, su roccia ottima ovunque (tranne l'arrivo in vetta su gradoni coperti di detriti) di facile identificazione ed assai consigliabile %baCM,257}
"La discesa si può effettuare senza particolari difficoltà e tutta in arrampicata libera lungo il Canalone del Bancon (v. itin. 245) il cui imbocco nell'intaglio della cresta principale è di facile individuazione; ..."[baCM,256]

Se è possibile traversare facilmente ancora a destra dal Canalone del Bancon al Spallone del Bancón m 2275 potremmo discendere per il Bancon ed il canalone tra la Cima dell'Elefante e lo Gnomo di Babele al Val dei Cantoni.
"La parete alta circa 500 m è tagliata a circa 3/5 d'altezza dal Bancon, vasta cornice di sfasciumi cha la traversa orizzontalmente in tutta la larghezza. ... ed il Bancon d'altra parte permette sia di sfuggire comodamente ... "[baCM,266]

Ci sembra che "facilmente" di [baCM] si possa anche interpretare come: facilmente per chi ha maturato per il terzo grado di difficoltà.

Colle Nalina

agosto 2005

Cima Nali m 2776

"Il nome è dovuto al primo salitore Cesare Tomè, che intese così ricordare la poetica tradizione di una pastorella Nali, morta sulle rocce del monte"[baCM,408]
"Fra le propaggini declinati nord-occidentali della Cima Nali e la Cima delle Sasse col suo bastione avanzato del Col dei Camòrz si addentra da ovest fin sotto gli spalti strapiombanti della Forcella della Moiazza un'altra maggiore insenatura, romita e gemmita di nevai, un insieme di piccoli van, i Vanét (m 2200-2400)"[baCM,409]

Colle Nalina 2259

Nalina come diminutivo di Nali. Il nome proposto per la quota 2259 (sul fianco Ovest della Cima Nali), segnata sulla carta topografica 1:25.000 Dolomiti di Zoldo Cadorine e Agordine foglio 025 di Tabacco. Nulla osta alla diffusione N.234 in data 19 - 6 - 92. Non è facile (o è impossibile) trovare sulla carta la data dell'edizione. Basta che sappiamo che la carta è della ultima edizione? Si può correlare la data della "nulla osta alla diffusione" con la data del ultimo aggiornamento?

Perché al Covol del Sasse lasciare il comodo sentiero che sale dal Pian delle Taie al meraviglioso Van delle Sasse? Perchè deviare a destra e per il pendio verde e per la cintura della roccia bianca soprastante entrare nei Vanét?

Forse quando il nostro primo desiderio (Cima Paolina) diventa completamente irreale par le nuvole che già da nove ore a mattino nascondono il Van delle Sasse, ma propaggini occidentali della catena Cima delle Sasse - Moiazza gli resistono ancora con successo.

O vorremmo salire al Col dei Camòrz e discendere al Van delle Sasse. Arrivati al primo van ci pare che questa traversata sia meno faticosa nel senso opposto quando discendiamo per il lungo ghiaione tra Col dei Camòrz e Cima delle Sasse. Ma in tal caso è più difficile, dobbiamo discendere per secondo grado.
"Troviamo un chiodo e, per 20 m, scendiamo a corda doppia o in arrampicata. Scendiamo ancora lungo delle ghiaie. Poi a destra per le placche di un gradone, cui seguono degli ulteriori detriti."[lmCIV,243]

O visitare la cresta di Nali nonostante il parte finale alla Cima stessa è per noi impossibile, ma con la Cima Moiazza Nord alla mente. Cima di Nali dai Vanét "ascensione su terreno in prevalenza friabile di I e II grado, con un solido tratto finale di IV e V"[lmCIV,243]

O dopo alcune giornate del camino faticoso passeremmo una giornata tranquilla e rilassante nella natura stupenda senza itinerario obbligatorio.

O se siamo escursionisti in pratica con sentieri segnati (sulla carta con puntini rossi) e vie ferrate non difficile (talvolta ci pare qualche corda fissa superflua) e faremmo primi passi liberi.
Dal prato sotto Covol del Sasse ci sembra la cintura invalicabile. Ma possiamo passare facilmente (due o tre passi di primo grado semplice e sicuro) vicini (ma non tutto) alla parete del Col dei Camòrz. Evitiamo spostarci troppo a destra. Se non troviamo passaggio facile meglio ritorniamo. Dobbiamo trovarlo anche in discesa. Poi per corto ghiaione saliamo al primo Van e a destra in poco tempo al Colle Nalina. Facciamo attenzione ai sassi mobili. Possiamo muovere abbastanza grande pietre sotto le nostre gambe.

Se non eravate mai al Van del Sasse eppure lasciate Colle Nalina per qualche altra volta. Van delle Sasse è la prima scelta.

Notizia:
Nella seconda settimana del agosto 2005 il sorgente al Covol del Sasse era asciugato eccetto qualche rara goccia. Nonostante l'estate piovoso. Sembra che si alimenti dai nevai al Van del Sasse.

novembre 2005
Bibliografia: baCM , lmCIV
 


Appendice, ottobre 2010.

Cantoni di Pelsa

luglio 2009

Cima Listolade e Cima delle Mede
È metà luglio, ma il canale iniziale della Via Terezija è quasi completamente innevato. Con un muro di neve che copre il camino al suo fronte e una spaccatura sottostante. Lasciamo la salita per un'altra volta, ma adesso guardando le foto, ci pare che si possa passare per il ghiaione e la parete a sinistra del canale.
Sulla parte superiore della parete si vede bene la cengia.


Home