Moiazza

Cima del Duràn o Sass del Duràm quota 2542

dal Lavinal del Bus

agosto 2003

Dal Passo Duran molto attrattiva, dalla Pala del Belìa come un bastione imponente, dalla Cima Nord di San Sebastiano quasi non individuabile, nascosta nel corpo della Cresta delle Masenade.

La via normale

Dal Passo Duran seguiamo il sentiero per il Bivacco Grisetti (il Sentiero Angelini). In circa mezza ora atraverso il bosco con schiarite un po' paludose, incontrando anche un ruscello abbondante, veniamo al Livinàl del Bus, il grande ghiaione che si scende dalla Cresta della Masenade.

Là, lasciamo il sentiero e saliamo per il ghiaione che dopo la svolta a destra sta sempre più ripido, a mo' di canalone largo ingombrato dai macigni. Ci teniamo sempre al suo lato sinistro. Il cammino diventa avventuristico, ma se non vogliamo ostinarci con macigni, possiamo trovare i passaggi non difficoltosi (rari posti di primo grado).

Il canalone ci guida al zoccolo delle parete, nella conca con resti di neve. Là si restringe ed entra nel interno della montagna.

Cima del Duran, sulla via normale poco sotto dove il canalone si restringe a mo' di corridoio Cima del Duran, sulla via normale poco sotto dove il canalone si restringe a mo' di corridoio. Si intuisce il ramo ghiaioso di canalone che guida a sinistra sotto di parete. Poco sopra si vede la cengia che comincia prima nella entrata nel corridoio e taglia la parete in obliquo a sinistra. Ignoriamo il ramo sinistro, anche la cengia a sinistra. Entriamo nel corridoio, salendo con fatica le ghiaie ripide. Presto a sinistra si aperta una altra cengia, la quale assecondiamo, lasciando finalmente il canalone. Incontriamo primo ometto.
Cima del Duran, sulla via normale sul pulpito erboso, sul bordo sinistro del canalone Cima del Duran, sulla via normale sul pulpito erboso, sul bordo sinistro del canalone. Qui usciamo dal canalone, seguendo la cengia già detta. Un ometto marcato con mughi dietro la sua spalla, individuabile dal alto da lontano. Utile in ritorno.
Si nota sopra, una barriera rocciosa con un passagio nella "u" forma (la parte inferiore nella ombra). Usiamo questa debolezza, salendoci più al centro per un canalino. Troviamo l'acqua dello sgocciolo. Importantissima in questo momento perché fa sì caldo che non possiamo portare sì molto dell'acqua, quanto possiamo berne. Siamo sempre nel lato Est di monte, ed al fino di pomeriggio al sole pieno. Si consiglia vivamente durante caldi giorni estivi (o caldissimi come nel meraviglioso estate 2003) la partenza alle 5 ore (alle 6 il più tardo) per evitare il calore insopportabile nel canalone.
Cima del Duran 2578, la quota più alta e dietro lei seminascosta la quota 2565 (dal Pilastro della Cima del Duran quota 2542)
Cima del Duran 2578,
la quota più alta e dietro lei seminascosta la quota 2565.
(dal Pilastro della Cima del Duran quota 2542)
Da questo lato la cima più alta sembra inaccessibile. È magari fuori di verticale. Forse il attaco è al lato opposto.
In [lmCiv] la salita al Pilastro (q2542) è precisamente descritta. Le altre due quote sono menzionate in breve alla fine:
"Per la Quota 2565 dobbiamo spingerci all'esterno d'una lastronata. La Quota 2578, più centrale, c'impegna invece con un'arrampicata."[lmCiv]
Possiamo fuorivarci che il Pilastro è la nostra meta primaria (obbligatoria), e quelle due altre quote sono facoltative, se abbiamo tempo, forza, volontà ...
Ci sembra che sia meglio scegliere la q2565 come la prima. Poi possiamo provare la salita alla cima più alta.  E se non ci basta ancora, se vorremmo tutte le tre, ci saliamo sul Pilastro come il ultimo.
Dunque arrivati nella conca sotto la Forcella Sora 'l Sass del Duram m2479 (o anche poco prima) invece di salire alla Forcella, ci spingeriamo subito a sinistra per la lastronata alla Quota 2565. Si trova sopra Passo Duran nel posizione aperto e forse dona bella vista. Ed anche è abbastanza spostata dalla Cresta delle Masenade che possiamo osservarla, cercando l'accesso sulla Cresta per la misura nostra. Se esiste, ciò sarebbe un bello finale naturale della nostra gita.

Foto Collana

Bibliografia: lmCiv

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