Marmaroledal Rifugio Casera Baion 1828 al Rifugio Chiggiato 1911agosto 2004 | ||
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Guardando la carta1 un giro (La Stua 1125, Forcella Bassa 1581, Rifugio Casera Baion - Elio Boni 1828, Rifugio Chiggiato 1911, Costa Piana 1337, La Stua 1125) potrebbe attrarre la nostra attenzione. Ma quando veniamo a La Stua già il inizio del sentiero è deprimente. È desolato dai lavori (per una teleferica?). Dopo ventina minuti lasciamo con sollievo il fondo tutto arato della stretta valle e del ruscello. Ora la via è più naturale traversando più volte un taglio del bosco (di una teleferica abbandonata?) coperto in erbacce. Poi seguiamo una stradina di bosco con inevitabile pozze d'acqua fino alla Forcella Bassa. Là ci aspetta una strada con fondo di sassolini scuri, strapazzata dai veicoli pesanti e troppo ripida per piacevole cammino, che seguiamo a sinistra fino a una sella sotto il Colle di San Pietro. Eppure per il fine dieci minuti per il bel sentiero di bosco. O come ha detto un escursionista simpatico che abbiamo incontrato a La Stua, con solo una parola: brutto. Anche la discesa dal Rifugio Chiggiato a La Stua nel senso naturale non è attraente. Eppure prima mezza ora la natura è bellissima, particolare un prato con vista alle Marmarole. Poi discendiamo per bosco in numerosi tornanti al incrocio con la stradina che arriva dalla Casera d'Aieròn. Incanto dispare. Camminiamo per i tracce dei veicoli talvolta ben solcati nel suolo morbido. Finalmente per una strada a La Stua. Forse si può ritornare dal Rifugio Chiggiato al Rifugio Baion per la Casera d'Aieròn 1711 nel ambiente più naturale? Dal prato detto è sulla carta segnato un sentiero per la Casera d'Aieròn. Anche sul sentiero Baion - Chiggiato pochi minuti dopo Rifugio Baion notiamo su un albero un cartello rustico Casera d'Aieròn. Come accessi più naturali ai Rifuggi potremmo scegliere:
novembre 2005 |
MarmaroleMonte Ciarido 2504agosto 2005 | ||
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Monte Ciarido (Cima Sud-Ovest) 2504agosto 2005 "*C) da Sud (via comune) Fratelli Fanton, v. sopra (-> Luisa e A. Fanton, settembre 1911), in discesa"[abDOI1a,449] Posti di 1° grado facile. Non lontano dalla vetta un passo di 2° entrando in un canale (nel ritorno ne usciamo un po' a monte con 1° grado superiore). Forse si può trovare meglio soluzione. E giusto sulla cuspide della vetta una paretina inevitabile di decina metri di solido primo grado con 2 o 3 metri di 2° grado serioso. La via è segnata con ometti che seguiamo più facile nella discesa. Dal sentiero che sale dal Rifugio Ciareido alla Forcella San Pietro 2298 "su per il canalone tra la cima (a sinistra) ed una caratteristica guglia (a destra); infine su dritti verso N per facile parete e piccoli canali. - 1° grado"[abDOI1a,449] novembre 2005 |
AntelaoForcella del Ghiacciaio 2584, Crode San Pietro 2260agosto 2005 | ||
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Forcella del Ghiacciaio 2584La traversata dal Rifugio Galassi 2015 al Rifugio Antelao 1796 per la Forcella del Ghiacciaio 2584 e Forcella Piria 2096 è una delle più belle e suggestive nelle Dolomiti. Peccato, la salita per il lastrone alla Forcella del Ghiacciaio non è facile. Una via ferrata di modesta altezza (160 m circa?) ma di buona media difficoltà e con due posti difficoltosi particolarmente se non siete sufficiente alti. Anche se ci teniamo un escursionista esperto sarebbe bene avere almeno un cordino e moschettone con sè. Sembra che la via ferrata non utilizzi evidenti passaggi facili e che potrebbe essere abbastanza più facile. E che era una decina anni fa? E finché fatichiamo al punto chiave per entrare in un stretto canale estenderci per giungere il chiodo, due metri a destra possiamo "passeggiare" nel canale vicino. Anche la ultima rampa si possa evitare per una cengia comoda che sale a destra in obliquo uscendo giusto a estrema destra della Forcella. Che cosa ne dice una guida sincera ma non sempre (non spesso) affidabile che aveva la prima edizione quasi un secolo fa (1908)?.
Pare che una volta il sentiero non era attrezzato, e che le lastre più a destra siano più facile ma anche più influenzate dal ghiacciaio. Un compromesso: Una variante facile che sarebbe meno esclusiva e una variante impegnativa, diretta e atletica per sportivi. Discendendo per la Vale opposto a un certo punto potremmo lasciare il sentiero e tentare la salita al Monte Ciaudierona 2587.
Alla fine della lunga traversata arriviamo al ospitale Rifugio Antelao. La cucina è deliziosa. Se abbiamo la fortuna, per la cena gnocchi di casa fatti di patate cadorine. Crode San Pietro 2260"Piacevole è la dimensione solitaria e desolante che circonda questi luoghi, tanto che animali come la poiana vi trovano abituale rifugio. Sono raggiungibili dai mughi sottostanti il Pian dei Cavalli e dal sentiero per Forcella Piria, risalendo senza percorso obbligato ripidi pendii di prato e brevi crestine rocciose (1° grado, 1 ora)."[lvASM,21] Se volete salire Croda Mandrin sarebbe meglio prima visitare il Col di San Dionisio 1946. Il suo fianco Sud (della Croda Mandrin) è adesso tutto scoperto. Un sentiero lo taglia orizzontalmente ma si perde nei mughi nella vicinanza del Pian dei Cavai 2048. Dovremmo memorizzare il inizio del sentiero altrimenti vagheremo in selva di mughi fitti. Se non possiamo venire a capo con mughi torniamo al lato opposto: la cresta Ovest delle Crode San Pietro. Là troviamo più facilmente passaggi liberi tra i mughi e tranne ci sempre pare che incontreremo sulla cresta un ostacolo insuperabile, passiamo a stento con qualche passo di primo grado avventuristico. Ma eppure dobbiamo superare una ripida paretina friabile decina metri alta. 1° grado o 1° grado superiore non banale. Forse si può evitarla più a destra. Per premio arriviamo a un bel terrazzo erboso, completamente isolati dal mondo. La Croda la più alta non è ancora tutto vicina. Ai ambiziosi che non hanno paura di 2° grado (ma anche di qualche movimento di 3° ?) si offre la via normale alla Cima Fanton 3172.
" Dedicata ai fratelli Fanton di Calalzo - Umberto, Arturo, Paolo, Augusto, Teresa e Luisa - pionieri dell'alpinismo italiano senza guida sulle Dolomiti"[abDOI1a,366]
Il ritornoDal Rifugio Antelao ritorniamo per la Forcella Piria e la Forcella Cadin 2100 al San Vito di Cadore. Poco sotto Forcella Cadin veniamo "alla base di un enorme roccione spiovente (Croda Castellon), che forma un grosso landro dove è infissa una madonnina" [lvASM,23] Un sentiero senza alcune indicazione si biforca a destra, tagliando orizzontalmente il fianco di mughi in direzione un cole molto invitante, "il promontorio della Berretta, alto pulpito di rara e selvatica bellezza"[lvASM,26]. Nelle pareti sovrastanti curiosi antri. Eppure continuiamo per il sentiero principale, segnato con numero 230, discendendo a La Glories e poi traversando sotto le pareti Sud del Antelao nel'ambiente selvaggio e appartato. Peccato alla località Greanes (1350 m circa) lasciamo la via desiderata e per una brutta ed incredibile ripida stradina discendiamo al idillico paese Vinigo. Alcune foto del sito Vinigo.com
novembre 2005
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