giugno 2019
Foto Mosaico
orizzontali
verticali
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Abbiamo sognato le Marmarole. Che saliamo al bivacco Tiziano e quando dopo grande fatica veniamo all’altopiano immenso,
ci troviamo a metà di piste di sci, seggiovie, strade agro-silvo-pastorale, tralicci, antenne di cellulari ...
Eppure ritorniamo nelle Marmarole e riportiamo nel nostro tempo del cambiamento brusco che le Marmarole sono le stesse come diciannove anni fa. Niente è cambiato dalla mano umana, tranne che il bivacco Tiziano ha il nome nuovo. C’è una birra. Ci piace molto quando sulla bottiglia possiamo leggere: Dal 1859 la birra Moretti è sempre la stessa ... Tuttavia si cambia tutto. «Tutto scorre». Le montagne, la birra ed anche e noi. Ma inesorabile sfruttamento della natura e comunità non si dovrebbe chiamare il progresso. Discendendo dal Passo Schiavina al Bivacco Tiziano, notiamo grandi quadrangoli rossi, forse qualche anno fa molto irritanti, ma adesso così sbiaditi che ci piace a vederli. Passo Schiavina2 circa 2600, il punto più alto sulla traversata Musatti – Tiziano, è il nome proposto per il passaggio tra due vette vicine e facilmente accessibile (chiamiamole Colle Schiavina). Appelliamo ai segnatori futuri per tradizionali segni biancho-rossi di grandezza più modesta, o forse (o non) al meglio, segnare la strada Sanmarchi prevalentemente con ometti e sporadici segni biancho-rossi discreti ai posti cruciali, ma mantenere tratti attrezzati. Nei condizioni attuali (la caldissima fine giugno 2019) la traversata è quasi alla naturale di stampo esplorativo (magari per chi non è per la prima volta qui dopo molti anni) ed a tratti nevosi un po’ avventuristica. La vallettina ai piedi della parete Nord-Ovest di Cima Schiavina è completamente innevata. Il nevaio all’inizio è abbastanza ripido. È troppo duro per un sicuro cammino, nonostante che sia già mezzogiorno. Se non ci aspettasse un picchio, ritorneremmo per la stessa via a Somadida. Ridiscendiamo un po’ e andiamo fino al lato sinistro della vallettina. Poi traversiamo per il facile pendio erboso e rocce2 facili e con una svolta a sinistra entriamo nel parte superiore della vallettina fin adesso nascosto. La neve non è più così dura. Forse era esposta alla sole qualche ora più. Quindi possiamo fare con scarponi gli scalini affidabili. Attraversiamo anche un'isola di ghiaie, rilassandoci dalla neve. Magari il passo di uscita dalla neve alla parete asciugata non è pericoloso. Al Bivacco Musatti sale un sentiero magnifico. Per allenati o almeno per chi si sentono così. È molto ripido e faticoso, solamente con una pausa di cinquantina metri quasi orizzontali. È troppo scosceso per una discesa alla “normale”. Se è bagnato, ci sentiremo un po’ insicuri. La discesa dal Bivacco Tiziano non è banale, ma è più facile. Lasciamo la valle, ma la valle non ci lascia. Un picchio ci becca nel cervello. Da Somadida tocca piagnucolare degli alberi sotto i denti delle seghe.
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settembre 2019