Brenta

Cima dell'Uomo 2543, Cima dell'Omet 2467, Pale della Vallina 2397

giugno 2011

mappa Brenta Nord - Sasso Rosso, Pian della Nana

Passo di Sasso Rosso e Sasso Rosso Piccolo sono nomi usati per toponimi senza nome per più facile riferimento nel testo.
Segni blu, o puntini bianchi sulla cresta nera: la via percorsa
Segni rossi: sentieri segnati

Come punto di partenza scegliamo Passo di Pra Castron. In lieve salita arriviamo al Passo di Sasso Roso.
Facciamo una piccola digressione al Sasso Rosso per la bella vista, ma anche per osservare la futura via.

Per la cresta saliamo al Sasso Rosso Piccolo. Non seguiamo la cresta invitante verso Cima dell'Uomo. Finisce con un salto. Forse non riusciremmo discendere alla forcella sottostante. Invece discendiamo a Nord (il lato del Pian della Nana). Presto si apre a destra una larga cengia-balcone che seguiamo fino alla spala Nord-Est della Cima dell'Uomo. Da qui saliamo Cima dell'Uomo.

Per la spala discendiamo al Passo dell'Uomo (incrociamo la segnavia, a pomeriggio siamo ancora qui) e poi per la cresta alla anticima Ovest della Cima dell'Omet.

Cima dell'Omet è un vasto altopiano verde che si estende verso Est dove si trova la quota piu alta. Continuiamo per la cresta a Pale della Vallina e alla sella antistante quota 2279. Quella quota anche meriterebbe una visita.

Non siamo del tutto tranquilli perché la discesa verso Pian della Nana non ci pare semplice. Quindi dall'inzio della larga sella discendiamo subito a Nord-Ovest per ripidi prati verdi (ma non pericolosi, almeno quando sono asciutti) tenendoci pochino a destra. Non vediamo il zoccolo del pendio perché più basso il pendio diventa ancora più ripido. Discesi al punto dove si vede il zoccolo notiamo che non possiamo continuare la discesa. È troppo ripida. Adesso traversiamo a destra e presto incontriamo un canale, magari con tracce di sentierino, che ci permette una sorprendente facile discesa al Pian della Nana.

Seguiamo le tracce che ci guidano in un corridoio verde largo decina metri, con pareti laterali di qualche metro di altezza. Camminiamo in direzione Malga Nana (tuttavia abbiamo dovuto osservare la via dall'alto, dalla cresta della Vallina) per il Pian memo meno dirupato. Incontriamo molte marmotte, alcune di grandezza imponente.

Dalla Malga Nana saliamo per una facile paretina alla grande terrazza verde che seguiamo in direzione Sud-Ovest. La oasi di pace e bellezza. Il sentiero segnato la ovvia (protegge) salendo più sopra al Passo della Nana. Dopo ventina minuti incontriamo il sentiero segnato (provenendo in discesa dal Passo della Nana) per il Passo del Uomo.

Da lontano non è chiaro come senza una ferratina raggiungere il Passo, ma da vicino si scopre un canale angusto che permette (quando è asciutto) una facile salita.

Ma adesso al fine giugno è colmo di neve dura e ripidissima. Per la fortuna il suo lato destro è così asciutto, largo giusto che possiamo passare, eppure un po' sporcati da neve. Ma sul punto più alto si ha formato un camino verticale di circa tre metri con un lato di neve duro e l'altro roccioso. Forse in discesa sarebbe troppo duro.

Fin qui segnavia è discreta e in armonia con natura. Adesso comincia una serie di segni rossi grandi e irritanti, dipinti letteralmente ogni due metri. Notiamo con sollievo che alcuni segni sono ridipinti in grigio. Scavalchiamo il Passo, una grande terrazza carsica di bellezza particolare e poi (la segnavia ancora diventa normale) per le cenge rivolte a Sud arriviamo alla conca sotto il Passo di Pra Castron.

Val Dimara

giugno 2011

{c) Dal Sentiero delle Palete, nel punto ove questo attraversa la conca della Livezza Piccola (v. it. Xf), si sale verso O a un'altra conca, subito sopra, ove confluiscono la V. Dimara a sinistra e la V. Pestacavre a destra. Per zolle erbose, detriti e neve, si rimonta tutta la piccola e selvaggia V. Dimara fin nella sua testata, si gira a destra un gradino di roccia, si lascia a destra una grande caverna e, per un canalone detritico, si sale verso la cresta che divide la V. Dimara dalla V. Gelada di Tuenno. Per la cresta erbosa 2 si sale %bcDB,480}

verso un roccione e poi

"a un grosso torrione (q. 2815) 2, ove si dividono le due creste che fiancheggiano a N e a S la V. Dimara."[bcDB,481]

Per breve cresta con una forcellina nevosa usciamo al sentiero Constanzi, alla cresta principale Nord-Sud di Brenta. A sinistra per Cima Paradiso al Bivacco Bonvecchio, o a destra per Cima Rocca al Passo di Pra Castron.

Come che ventina anni fa il sentiero Constanzi tra Bivacco Bonvecchio e Passo di Pra Castron non sia stato attrezzato tranne qualche chiodo isolato ai posti più delicati. Adesso ci sono corde fisse, non poche, gran peccato magari sulla Schiena dell'Asino.

Potrebbe pensarsi: mettiamo una imbragatura per via ferrata e andiamo. Ma tranne l'attrezzatura il sentiero è solo per escursionisti esperti, abituati ai ripidi prati un po' (talvolta ancora più) esposti. Forse se vi bisogna imbragatura, il sentiero vi potrebbe essere troppo duro.

Quando arrivate alla sella tra Cima delle Livezze e Cima del Vento, trovate ancora forza per salire Cima del Vento (quindicina minuti per la cresta facile e rilassante). Ci pare dalla sella che questa salita non abbia molto senso, ma guardando la bella triade2 dal bivacco Constanzi forse ci dispiacerà per l'occasione persa.

le foto

Settembre 2012
Bibliografia: bcDB , lvBta

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